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Farmaci per dimagrire e salute mentale: quando la cura del corpo calma anche la mente

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Negli ultimi mesi si fa un gran parlare dei farmaci per la perdita di peso di nuova generazione a base di principi attivi come la tirzepatide (nota commercialmente come Mounjaro).

Sui media e sui social l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sui chili persi, sui cm in meno e sulla trasformazione estetica del girovita. Ma cosa succede davvero a livello cerebrale ed emotivo quando si assumono questi trattamenti?

A fare luce su questo aspetto fondamentale è un recente e illuminante approfondimento scientifico curato dalla Dott.ssa Cecilia La Rosa, psichiatra e psicoterapeuta (Centro Clinico De Sanctis / Psicoterapia Training School), pubblicato sulla rivista online ApertamenteWeb. L’analisi mostra chiaramente come l’impatto di queste terapie vada ben oltre la bilancia, toccando i meccanismi neurobiologici della nostra regolazione emotiva e della gestione dello stress.

Non solo calorie: spegnere il “Food Noise” per ritrovare serenità

Moltissime persone conoscono bene quel costante e faticoso «rumore di fondo» legato al cibo: pensieri intrusivi sull’alimentazione, la pianificazione continua dei pasti, l’ansia da deprivazione o i frequenti sensi di colpa. Questo fenomeno, noto nelle neuroscienze come food noise, rappresenta un carico cognitivo ed emotivo quotidiano estenuante.

Agendo sui recettori ormonali (GLP-1 e GIP) non solo a livello intestinale ma anche nei circuiti cerebrali della ricompensa, la tirzepatide aiuta a “silenziare” questo sottofondo ossessivo.

«L’effetto del farmaco sul cosiddetto ‘food noise’ si traduce spesso in un drastico ridimensionamento del craving e dei pensieri intrusivi legati all’alimentazione, regalando ai pazienti uno spazio mentale di calma e stabilità che prima appariva inaccessibile.» (Cecilia La Rosa, 2026)

Una terapia “Bottom-Up”: pacificare il cervello partendo dal corpo

In psicoterapia esistono due modalità principali per intervenire sul benessere emotivo:

  • Top-Down: lavorare sui pensieri e sulla ristrutturazione cognitiva per modificare le emozioni e le risposte fisiche.
  • Bottom-Up: agire sul corpo, sui recettori viscerali e sul sistema nervoso per inviare un segnale di calma e sicurezza direttamente al cervello.

L’analisi della Dott.ssa La Rosa evidenzia come la tirzepatide funzioni come un’efficace terapia bottom-up. Agendo sull’asse intestino-cervello e riducendo lo stato neuroinfiammatorio, il farmaco “comunica” al cervello che l’organismo non si trova in una condizione di minaccia o deprivazione.

«Riducendo la risposta neuroinfiammatoria e la reattività viscerale, si agisce direttamente sul sistema nervoso autonomo. Questo approccio ‘bottom-up’ consente alla persona di sperimentare una maggiore flessibilità emotiva, riducendo le risposte impulsive dettate dall’ansia o dallo stress metabolico.» (Cecilia La Rosa, 2026)

Gli effetti “pleiotropici”: i benefici collaterali sull’umore

In farmacologia, gli effetti pleiotropici sono le azioni benefiche secondarie che un principio attivo esercita al di là del suo scopo primario. Modulando la neuroinfiammazione e le vie della dopamina, la tirzepatide mostra importanti ricadute positive sulla salute psicologica:

  • Stabilità dell’umore: riduzione dei picchi d’ansia legati alla fame nervosa e alla fluttuazione glicemica.
  • Controllo degli impulsi: maggiore facilità nel gestire l’impulsività alimentari o gli episodi di binge eating.
  • Senso di autoefficacia: superamento del vissuto di fallimento; la persona riduce il senso di colpa e recupera fiducia nella propria capacità di autoregolarsi.

Un cambio di prospettiva: basta con la colpevolizzazione

Il messaggio chiave che emerge dall’articolo di Cecilia La Rosa — e che quotidianamente riscontriamo anche nella pratica clinica psicoterapeutica — è un forte invito a superare il pregiudizio secondo cui la gestione del peso sia solo una questione di “forza di volontà”. Esistono complessi meccanismi ormonali, metabolici e neuroinfiammatori che condizionano direttamente i nostri pensieri e le nostre reazioni emotive.

I farmaci di nuova generazione non rappresentano una “scorciatoia” o una “soluzione magica”, ma uno strumento neurobiologico che, se affiancato a un adeguato percorso di supporto psicologico e nutrizionale, permette di spezzare il circolo vizioso tra stress, infiammazione e alimentazione incontrollata.

«La salute metabolica e la regolazione emotiva sono strettamente interconnesse. Ripristinare l’equilibrio biologico ‘dal basso’ offre ai pazienti la possibilità di riappropriarsi non solo della salute fisica, ma anche della propria serenità psicologica e relazionale.» (Cecilia La Rosa, 2026)

Riferimenti scientifici:

  • Cecilia La Rosa, Farmaci per dimagrire ed effetti psicologici. Tirzepatide (Mounjaro) come terapia bottom-up: effetti pleiotropici, neuroinfiammazione e regolazione emotiva, pubblicato su ApertamenteWeb. 2026
  • Guerdjikova, A. I., Walter, L. L., & McElroy, S. L. (2026). Improvement of Compulsive Shopping on Tirzepatide: A Case Report. Journal of Clinical Psychopharmacology. Advance online publication.

  • Jastreboff, A. M., Aronne, L. J., Ahmad, N. N., et al. (2022). Tirzepatide Once Weekly for the Treatment of Obesity. New England Journal of Medicine, 387(3), 205-216.

  • Klausen, M. K., Thomsen, M., Wortwein, G., et al. (2022). The role of glucagon-like peptide 1 (GLP-1) in addictive disorders. British Journal of Pharmacology, 179, 625-641.

  • Lichtenberg, J. D. (1989). Psychoanalysis and Motivation. Hillsdale, NJ: The Analytic Press.

  • Liotti, G., Fassone, G., & Monticelli, F. (2017). L’evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali. Milano: Raffaello Cortina Editore.

  • Ogden, P., Minton, K., & Pain, C. (2006). Trauma and the Body: A Sensorimotor Approach to Psychotherapy. New York: Norton.

  • Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory: Neurophysiological Foundations of Emotions, Attachment, Communication, and Self-Regulation. New York: Norton.

  • Siegel, D. J. (1999). The Developing Mind: How Relationships and the Brain Interact to Shape Who We Are. New York: Guilford Press.

  • Tobaiqy, M., & Elkout, H. (2024). Psychiatric adverse events associated with semaglutide, liraglutide and tirzepatide: a pharmacovigilance analysis of individual case safety reports submitted to the EudraVigilance database. International Journal of Clinical Pharmacy, 46(2), 488-495.

  • Wadden, T. A., et al. (2026). Psychiatric Safety of Tirzepatide in People With Obesity and No Known Major Psychopathology: A Post Hoc Analysis of SURMOUNT. Obesity. Advance online publication.

A cura di:

Dott.ssa Francesca Birello

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale (Iscr. Ordine n. 4177)

Practitioner EMDR

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