I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), come l’anoressia nervosa, la bulimia e il Binge Eating Disorder(BED), vengono spesso interpretati superficialmente come l’esito di pressioni estetiche o fragilità caratteriali. Tuttavia, la ricerca clinica e i dati epidemiologici tracciano una realtà ben più complessa: per molti pazienti, il disturbo alimentare non è il problema primario, ma una strategia di sopravvivenza per gestire le conseguenze di traumi infantili.
La biologia del trauma: oltre la genetica
Sebbene fattori genetici e familiari giochino un ruolo, studi recenti su gemelli identici (University College di Londra) dimostrano che l’ambiente e lo stress possono sovrascrivere la genetica già a due anni d’età. Il trauma — dal greco τραῦμα, “ferita” o “lacerazione” — agisce come un fattore di rischio sistemico. L’esposizione precoce ad abusi fisici, sessuali o emotivi aumenta drasticamente la probabilità di sviluppare non solo disturbi psichiatrici, ma anche patologie organiche come diabete e malattie cardiache (ACE Study, Felitti, 2019).
La triade: Abuso emotivo, Freezing e Anoressia
Spesso si tende a sottovalutare l’abuso emotivo (critiche continue, svalutazione, manipolazione) e il neglect (trascuratezza). Eppure, l’invalidazione emotiva è una componente centrale della psicopatologia alimentare. Un bambino che vive in un ambiente insicuro, dove i suoi bisogni affettivi sono negati, sperimenta uno stato di freezing (congelamento).
Secondo la Teoria Polivagale di S. Porges, quando il sistema nervoso è intrappolato in una risposta di difesa dorsovagale, la percezione degli stimoli viscerali — come la fame e la sazietà — si altera. L’anoressia diventa così una “follia conservativa”: la persona cerca di “scomparire”, diventando un bersaglio minuscolo per evitare l’aggressione esterna o per riprendere un controllo che le è stato sottratto.
Il sintomo come meccanismo di difesa e purificazione
Nelle pazienti traumatizzate, il disturbo alimentare svolge un ruolo di mediazione e dissociazione. La persona “impara” a ricorrere a determinati comportamenti per sfuggire a ricordi insopportabili:
- Bulimia e condotte evacuative: Il vomito autoindotto è spesso utilizzato come un “rituale purificatore” per espiare il disgusto provocato dall’abuso e liberarsi dal senso di colpa e vergogna interiorizzati.
- Binge Eating (Alimentazione incontrollata): L’abbuffata può fungere da barriera protettiva di grasso per neutralizzare la propria attrattiva sessuale e proteggersi da ulteriori contatti, o come tentativo chimico di ottenere sollievo (aumento della dopamina) da stati di ansia intollerabili.
La comorbidità con il PTSD
La connessione con il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) è netta: circa il 24% dei pazienti con disturbi alimentari soffre anche di PTSD. Il comportamento alimentare disfunzionale diventa un modo per “auto-curare” i sintomi del trauma, come i pensieri intrusivi o l’iperattivazione nervosa. In questi casi, il corpo non è più vissuto come una casa, ma come un “campo di battaglia” o il luogo scenico dove si rappresenta l’abuso subito.
Verso una guarigione integrata
La guarigione da un disturbo alimentare legato al trauma richiede un approccio multidisciplinare che vada oltre la semplice riabilitazione nutrizionale. Il percorso terapeutico (secondo il modello di J. Herman) deve prevedere tre stadi:
- Stabilizzazione e Sicurezza: Creare una base sicura e migliorare la neurocezione attraverso il lavoro sul corpo e la respirazione.
- Elaborazione del trauma: Utilizzare tecniche specifiche come l’EMDR, la Schema Therapy o l’Imagery Rescripting per risignificare l’evento traumatico.
- Riconnessione: Restituire alla persona il diritto di provare piacere e cura per sé, trasformando il corpo da nemico a alleato.
In conclusione, riconoscere il trauma nascosto dietro il sintomo è l’unico modo per offrire una reale possibilità di guarigione e per restituire dignità a chi, attraverso il cibo o il digiuno, ha solo cercato di sopravvivere.
Bibliografia di riferimento
- Allen, J. G. (2008). La mentalizzazione nella pratica clinica. Raffaello Cortina.
- Felitti, V. J., et al. (2019). Relationship of Childhood Abuse and Household Dysfunction to Many of the Leading Causes of Death in Adults: The ACE Study. Am. J. Prev. Med.
- Herman, J. (1992). Trauma and Recovery. Basic Books.
- Porges, S. (2018). La guida alla Teoria Polivagale. Giovanni Fioriti Editore.
- Rabito-Alcón, M. F., et al. (2020). Childhood trauma experiences and dissociative symptoms in women with eating disorders.
- Van der Kolk, B. (2014). Il corpo accusa il colpo. Raffaello Cortina.
- Young, J. (2004). Schema Therapy. Eclipsi.



