Sono tantissime le persone che si fanno questa domanda e non trovano risposta. Forse dovremmo smettere di etichettarci e imparare semplicemente ad ascoltare il nostro corpo
Moltissime volte le persone che incontro in studio esordiscono dicendo “sono a dieta da una vita” oppure “ingrasso con l’aria” o “ con la stessa dieta la mia amica ha perso subito peso e io no, ho qualcosa che non va ”.
Quanto può essere frustrante e pericoloso identificarsi in un problema, sentirsi senza soluzione?
Perché non riesco a dimagrire?
Affrontare un percorso di dimagrimento o di cura con una percezione positiva e di accettazione del nostro corpo può fare veramente la differenza per non cascare in loop negativi che ostacolano il nostro benessere, anche fisico.
Innanzitutto è bene chiarire che non tutti siamo uguali, quindi la dieta che ha funzionato per la mia amica non è detto vada bene per me. In secondo luogo, è importante sottolineare che alla base di molti fallimenti nel tentativo di dimagrire c’è la convinzione delle persone perennemente a dieta che si riconoscono e si indentificano come persone sovrappeso.
Lo stigma del peso e la paura dei giudizi
E’ stato dimostrato infatti che questo aspetto porta proprio a un maggior aumento di peso in queste persone, le quali si trovano a subire nel corso del tempo l’impatto negativo dello stigma del peso e lo stress dei giudizi.
Questo peraltro è stato ancor di più evidenziato in bambini e adolescenti etichettati come sovrappeso dai genitori.
L’ansia e la bassa autostima che ne conseguono diventano responsabili di altri fattori come l’umore depresso e di comportamenti controproducenti come cercare il cibo come gratificazione, pesarsi tutti i giorni sulla bilancia, oppure al contrario fare attività fisica in modo eccessivo oppure ancora saltare i pasti.
Molte volte queste azioni compensative sfociano in veri e propri disturbi dell’alimentazione. Non solo, generano anche effetti rebound che a loro volta sanciscono l’inizio di circoli viziosi da cui è difficile uscire.
Se mi impongo di mangiare insalata per 10 giorni, il mio peso calerà di sicuro, ma tornerò a mangiare più di prima probabilmente prendendo più del peso perso e avrò ancora più difficoltà a perderlo.
I divieti infatti amplificano tristezza e insoddisfazione, l’inconscio allora è costretto a ribellarsi e a cercare la gratificazione.
La percezione distorta di sé e del proprio corpo
Il primo passo quindi è smettere di etichettarsi e riconoscersi in un problema, ma imparare a conoscere ed accettare le nostre emozioni. Impariamo a dialogare con noi stessi e a chiederci cosa c’è dietro la continua voglia di aprire il frigorifero o la punizione del digiuno.
Ricordiamoci che il corpo (anzi, la mente!) si difende dalla dieta, si autosabota.
Spesso la risposta alla domanda “perché non riesco a dimagrire?” oppure “perché la dieta non funziona?” è nel proprio atteggiamento verso la dieta stessa e, soprattutto, verso il proprio peso e il proprio corpo.
Invece di mettersi a dieta si può iniziare ad ascoltarsi e smettere di essere troppo severi e critici con se stessi. Prima di pretendere da se stessi una dieta privativa, proviamo ad avere un atteggiamento di amore verso noi stessi.