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Mindfulness: cos’è e a cosa serve questa pratica cognitiva

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La pratica cognitiva della Mindfulness, arrivata in Occidente alla fine del Novecento, permette di passare da uno stato di sofferenza a uno di maggiore consapevolezza di sé che porta a un aumento del proprio benessere

La Mindfulness è una tecnica pratica della terapia cognitiva che si avvale della meditazione. Ha lo scopo di pervenire ad una maggiore consapevolezza di sé, accentuando l’attenzione sulla propria esperienza personale. Questa pratica, arrivata in Occidente alla fine del Novecento, si può descrivere anche come una modalità utilizzata per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento del qui e ora.

La mindfulness come pratica meditativa si basa su 7 pilastri:

1) Non giudizio: la nostra mente nell’esatto momento in cui produce un pensiero, emette un giudizio e, nella maggior parte dei casi, finisce con l’appesantirci. La mindfulness può essere utile nel prendere consapevolezza della nostra tendenza a giudicare e ad imparare, ad osservare semplicemente, questa nostra attitudine.

2) Pazienza: quando viviamo un momento difficile, desideriamo che le cose possano risolversi subito; ancora, quando ci apprestiamo ad imparare qualcosa, siamo impazienti di apprendere tutto e subito. In realtà, la nostra mente e il nostro corpo sono naturalmente dotati della capacità di adattamento e di apprendimento e se lo lasciamo fare, verranno raggiunti quegli obiettivi. La pazienza è quindi la principale forma di saggezza. Non è semplice da praticare ma non impossibile da conquistare. La pazienza si apprende gradualmente con la meditazione mindfulness (“cento volte la mente si allontana dal respiro e cento volte con pazienza la riportiamo indietro”)

3) Mente del principiante: significa guardare e vivere il mondo come fanno i bambini, alimentando lo spontaneo atteggiamento di curiosità e scoperta.

I pilastri della Mindfulness rappresentano le linee guida da seguire con autodisciplina per migliorare il proprio benessere

4) Fiducia: è strettamente connessa con la pazienza. Bisogna fidarsi del fatto che impareremo quella determinata cosa, che cambieremo e che ci riusciremo perché la natura ci permetterà di farlo. Ovviamente otterremo questi risultati con pazienza ed esercizio.

5) Non cercare risultati: strettamente connesso al principio della pazienza. Bisogna mettere da parte il desiderio di cercare il risultato a tutti i costi ma concentrarsi su altri aspetti della mia vita, provando a superare i problemi che ci affliggono in maniera tale da acquisire un senso di pace e serenità.

6) Accettazione: non bisogna cercare i risultati a tutti i costi ma vedere le cose così come sono. Accettare le cose esattamente per quelle che sono rappresenta una capacità importantissima, che non si impara teoricamente, ma come tutti e 7 i pilastri si impara con la pratica e crea un grande senso di liberazione.

7) Lasciare andare: bisogna lasciare che le cose, dalle nostre esperienze alle nostre emozioni e sensazioni, esattamente così come sono e come le osserviamo in quel preciso momento. Accettandole in quanto esperienze del momento presente, del qui e ora, si potrà lasciare andare tutto con più facilità per raggiungere un maggior senso di leggerezza e benessere.

La Mindufulness è il primo passo di un percorso che mira a una maggiore conoscenza di noi stessi

La Mindfulness è ad oggi un percorso seguito da tanti, utile per chi ha voglia di conoscere meglio se stesso senza ricorrere ad un “viaggio” psicoterapeutico con un professionista. O perché non si ha il coraggio o perché non ci si sente ancora pronti ad indagare in profondità. A volte non è tanto importante quello che è giusto o adatto a priori, ma quello che funziona per noi, che ci permette di  entrare in contatto con noi stessi e di stare meglio.

La Mindfulness può rappresentare uno strumento, qualcosa che ci accompagna. D’altra parte, questa pratica consente di aiutare la persona a concentrarsi su se stessa e a mettere al centro il proprio Io.

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