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Omosessualità: il rapporto con la sessualità

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Nella formazione e interiorizzazioni della sessualità sono fondamentali gli atteggiamenti che si sviluppano nel corso del processo di socializzazione primaria e secondaria

Gli atteggiamenti sociali sono generalmente appresi acriticamente e interiorizzati nelle prime fasi della vita, spesso quindi ancor prima che un individuo abbia riconosciuto il proprio orientamento sessuale.
Viviamo in una cultura “eteronormativa”, nella quale le persone omosessuali finiscono spesso col considerare l’eterosessualità come l’unico modo corretto di essere.

Questo perché nella fase primaria e secondaria di socializzazione esistono delle identità maschio e delle identità femmina e di conseguenza una serie di rapporti che si possono manifestare tra i due sessi che non comprendono eventuali rapporti tra lo stesso sesso se non in una fase di socializzazione successiva alla secondaria.

Essere omosessuali ha a che fare con la comprensione e la conseguente affermazione della propria sessualità.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dà della sessualità umana questa definizione:

“La sessualità è influenzata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali che arricchiscono e rafforzano la comunicazione e l’amore tra le persone“.

La sessualità si suddivide in: biologica, psicologica e sociale, e tutte e tre sono in relazione tra loro.
Il processo di formazione e di affermazione dell’identità omosessuale si manifesta spesso attraverso fasi psicologiche percepite come dolorose e difficili da affrontare.

Tuttavia, ogni fase attraverso la quale si afferma una propensione omosessuale e quindi un’attrazione fisica e mentale per una persona del nostro stesso sesso, ha a che fare con l’affermazione della nostra identità e la percezione della nostra sessualità nel mondo.
In un primo momento, per le personalità che hanno difficoltà nel gestire efficacemente lo stigma sociale associato all’identità gay o lesbica, ci si trova spesso a percepire sensazioni di:

  • confusione;
  • disperazione;
  • scarsa accettazione di sé;
  • bassa autostima.

La percezione di un ambiente repressivo e spesso acuito dai comportamenti sociali nei quali siamo tutti i giorni inseriti, può portare ad interiorizzare pensieri e sentimenti negativi nei confronti dell’omosessualità.

È in queste condizioni che spesso si dà spazio a manifestazioni che sono il frutto dell’interiorizzazione dell’omofobia da parte delle stesse persone omosessuali; che è cosa ben diversa dalla cosiddetta “omofobia esterna” delle persone eterosessuali.

L’ omofobia interiorizzata (Internalized Homophobia) si riferisce alla presenza di atteggiamenti negativi nei confronti della propria omosessualità e di conseguenza ad una percezione di sé tendenzialmente svalutante.

L’intensità con la quale si manifesta l’omofobia interiorizzata può variare in base a determinate variabili, come:

  • variabili sociali (l’area geografica di provenienza, il contesto urbano o rurale di residenza, l’etnia, il livello di istruzione, la classe sociale di appartenenza);
  • variabili familiari (il livello di omofobia dei genitori e di altre figure che occupano un posto di rilievo nel contesto familiare);
  • variabili psicologiche personali (la bassa autostima, la vulnerabilità ai condizionamenti ambientali, le strategie difensive adottate).

Presi in considerazione questi aspetti, nelle situazioni in cui l’omofobia interiorizzata si manifesta con un alto grado di intensità, è opportuno mettere in pratica un lavoro psicologico che tenga ben presente l’elaborazione dei vissuti connessi ad un’eventuale presenza di atteggiamenti negativi nei confronti della omosessualità nel contesto sociale in cui si vive.

Il processo risulta spesso più tortuoso per le persone omosessuali più giovani, che hanno più difficoltà nello sviluppo della loro specifica identità.
È importante, tuttavia, tenere sempre presente che il processo di affermazione della propria sessualità come omosessuale, non ha a che vedere con eventuali etichette o categorizzazioni definite. Questo è infatti un processo molto più complesso e introspettivo che fonda le sue radici nell’affermazione della propria identità e del sé.

Leggi qui per capirne di più—>  Come affermare la propria omosessualità

FONTI:
– Calonaci, A. (2013). Il ripostiglio nella mente. Omosessualità e psicoterapia. Psicoterapeuti in formazione.
– 2677-linee guida lavoro psicologico pers_ omosessuali
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