Riflessioni Covid
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Lavorare da remoto. Quanto conta la fiducia?

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Quando a marzo abbiamo cominciato a lavorare da casa sembrava di aver fatto un passo nel futuro. Quel passo tanto desiderato e che mesi addietro sembrava essere lontano anni luce. E invece nel giro di qualche mese ci siamo dovuti attrezzare nei migliori dei modi per poter adempiere al meglio ai nostri doveri lavorativi.

Continuare a vivere a Milano non aveva senso con l’emergenza in atto e la solitudine che stava iniziando a giocare brutti scherzi.

E così, come tanti, sono tornata a casa dei miei genitori. Giusto il tempo di staccare dal muro i poster appesi ovunque in cameretta ed ero pronta a tornare al lavoro in questa nuova modalità.

Si sa, i cambiamenti spaventano sempre ma quando è necessario bisogna cavalcarli e viverli nel migliore dei modi altrimenti si rischia di soccombere.

Sono passati mesi da quell’inizio di cambiamento eppure secondo me ci sono stati tantissimi passi indietro.

Perché quel cambiamento che tanto ci spaventava non è stato affrontato nel modo giusto, anzi.

I miei capi hanno cominciato a richiederci di tornare in azienda “perché da casa non fate niente“.

E così i rapporti umani tra colleghi e con i responsabili si sono incrinati, inevitabilmente, perché quello che è venuto a mancare sono stati la fiducia e il rispetto del lavoro dell’altro.

Eh già, la fiducia. Se ne parla sempre di più in questo periodo di Covid-19 perché la fiducia nei comportamenti degli altri è l’unica cosa in cui possiamo confidare per vedere dei miglioramenti.

Quando manca la fiducia in ambito lavorativo è una sconfitta che porta dei danni irreparabili. Non avere fiducia in qualcuno al lavoro, significa non aver capito lo spessore di quella persona e soprattutto non aver capito che il lavorare bene, a prescindere dalla performance aziendale, ha a che fare anche con la propria soddisfazione personale e quindi dovrebbe diventare l’obiettivo di ogni singolo lavoratore.

Il Covid-19 purtroppo è ancora forte e presente nella vita di ognuno di noi, ma se non cominciamo a darci fiducia e a lavorare e vivere sempre per non deluderla, rischiamo davvero di aver sprecato l’ennesima possibilità di cambiamento.

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