Lavoro e Carriera, Riflessioni Covid
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Il mio sogno lavorativo infranto dal Covid-19

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Ogni giorno mi chiedo se doveva capitare proprio questo.

Ero nel pieno della mia realizzazione professionale, anzi mi mancava un piccolo agognatissimo scalino e poi finalmente avrei raggiunto quello che aspettavo da anni.

Quella promozione, in termini di avanzamento della carriera e quindi anche in termini economici che, come dire, non guasta mai.
E invece tutto bloccato. Bandone tirato giù e attesa di che cosa non si sa. O, meglio, forse si sa…

Perché questo maledetto COVID si porta dietro un perenne angosciante “non si sa”.

Ho 33 anni e da 9 lavoro in un grande negozio di abbigliamento del centro. Un negozio storico, pieno di cose belle, marche di un certo tipo, dove la ricerca la fa da padrone, lo stile, il gusto… Tutto ciò che appartiene a me come persona e tutto ciò che ho imparato in questi anni di sacrifici e dedizione.

Circa due anni fa la proprietaria del negozio, persona non facile, ma che verso di me ha sempre nutrito stima e fiducia mi disse che avrebbe voluto che diventassi formalmente la responsabile dei campionari e delle relazioni con i fornitori, dandomi quasi carta bianca.

Questo avrebbe comportato più ore di lavoro, lavoro anche da casa magari la sera dopocena, viaggi, fiere…ma questo era quello che mi piaceva, che avevo sempre sognato e che mai avrei pensato di realizzare a soli 33 anni. E invece ecco che tutto arriva, ecco che vieni premiato!

Ma il sogno è durato poco, dato che piano piano il lavoro ha iniziato a calare e poi è arrivata la pandemia ed il successivo lockdown.

Adesso siamo chiusi, come siamo stati in primavera, non vendendo niente che ha a che fare con beni di prima necessità. Ci siamo organizzate con uno shopping online, ma con risultati modesti, dato che la mia titolare, un po’ vecchio stampo, ha sempre puntato tutto o quasi sul rapporto vis a vis con le sue clienti. Non ne ha mai avute molte, ma bastavano quelle venti al mese per fare del nostro negozio una vera miniera d’oro!

Naturalmente la signora ha fatto un passo indietro rispetto alle proiezioni su di me e anzi mi ha comunicato che, vista la sua età e viste le prospettive, sta pensando seriamente di chiudere l’attività.

E io? Che fine faccio? Lei mi ha proposto di rilevare l’attività quando questa pandemia si sarà risolta, ma come faccio? L’affitto è altissimo e la baracca costa troppo. Non me lo posso permettere e non mi posso permettere di fare il passo più lungo della mia gamba.

Dopo notti insonni, attacchi di panico e un’angoscia terribile che mi impedisce di vivere, facendo traballare perfino i miei rapporti d’amore e di amicizia, ho deciso di rivolgermi ad uno psicoterapeuta.

Ci sono andata poche volte, ma sento che mi può aiutare. Almeno, ho bisogno di pensare che sia così…

I., donna, 33 anni

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1 Commento. Nuovo commento

  • L’esperto risponde
    Francesca Pezzoli
    Psicologo/Psicoterapeuta
    13/07/2021 10:55

    Cara,
    in questo momento così difficile per tutti, la tua storia ci tocca da vicino.

    Sei una giovanissima donna che ha investito almeno nove anni della sua vita in un lavoro tanto amato e che ora risulta in grande difficoltà.
    Non ti senti di accettare la proposta della tua titolare di rilevare l’attività e ti angosci.

    Vedere sfumare piano piano il sogno di una vita ti ha gettato in uno stato di sconforto che mette in crisi anche le tue relazioni.
    Credo sia assolutamente comprensibile, ma non a costo di perdere il contatto e il rapporto con chi ti sta vicino.

    In questo momento ciò che può in parte confortarci sono proprio le relazioni ed il mantenimento di quella rete sociale che ci supporta e ci accompagna nella vita di tutti i giorni.
    Ti auguro di recuperare quella serenità e di provare a ricostruire quello che l’esperienza non ti toglierà mai.
    In bocca al lupo…

    Se hai problemi o dubbi, sono qui

    Grazie mille

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