Relazioni
2 min

Troppe relazioni fallite. Ma ce l’ho fatta!

Home / Storie di vita / Relazioni / Troppe relazioni fallite. Ma ce l’ho fatta!

Dicono “se li conosci, li eviti”.

Nella mia vita ho avuto modo di relazionarmi più volte con uomini sbagliati, spaziando in ogni categoria, dal violento al traditore seriale, agli indisponibili emotivamente, dagli eterni Peter Pan, al manipolatore, agli Harry Potter che credevano che sfoderando la loro “bacchetta magica” potessero conquistare il mondo, o quanto meno me per una sera, seppure da parte mia non ci fosse stato alcun tipo di consenso o di richiesta. Una platea piuttosto diversificata, eppure c’era qualcosa che li accomunava tutti, caratteristiche costanti nelle loro personalità, di cui ne subivo il fascino e che facevano sì che nelle varie relazioni, in circostanze e modi diversi, io mi ponessi sempre nella stessa posizione di chi inconsapevolmente subisce passivamente e non ha voce in capitolo.


Ho maturato così tanta esperienza da poter affermare con assoluta certezza di essere in grado di riconoscere in tempo un “uomo sbagliato” e di averne una tale conoscenza da prevederne il comportamento futuro con un margine di errore praticamente irrilevante. Quindi li conoscevo, e bene, tuttavia non li evitavo. Quello che evitavo però era guardare in faccia la realtà ed ammettere che l’unica costante in tutte queste relazioni fossi io. A seguito della relazione violenta però è stato inevitabile che iniziassi ad interrogarmi su come mi ci fossi trovata in una situazione del genere. Io, che ero sempre stata così fiera della mia intelligenza, così convinta di cosa fosse giusto e cosa sbagliato, mi ritrovavo a tollerare cose che avevo sempre sostenuto fossero inaccettabili.

Fino a quel momento ero sempre stata riluttante all’idea di intraprendere una terapia, mi sentivo troppo Wonder Woman per ammettere che il supporto di un professionista potesse fare al caso mio. Ma nel frattempo ero arrivata a toccare il fondo, in termini di relazioni interpersonali. E più mi guardavo intorno più notavo che questo atteggiamento di subordinazione riguardava anche altri aspetti relazionali della mia vita: era presente nelle mie amicizie, era presente in famiglia, era presente nelle nuove conoscenze, semplicemente era presente in me. Allora il mio punto di vista è cambiato. Se fino a quel momento mi sembrava stupido e da deboli prendere in considerazione che un supporto psicologico potesse effettivamente darmi giovamento, gradualmente sono giunta alla conclusione che fosse molto più stupido non lasciarsi aiutare, dapprima dalle persone a me più vicine, poi da chi ne aveva le competenze necessarie.


Ho faticato un po’ ad accettare che il cambiamento non sarebbe stato immediato; per giungere al cambiamento prima si deve passare per la consapevolezza, e forse è stata proprio questa la mia difficoltà maggiore.

È stato sorprendente scoprire che in realtà le mie relazioni con uomini sbagliati fossero solo la punta dell’iceberg di un mondo interiore così ricco, complesso e meraviglioso.

E quel mondo così meraviglioso era il mio! È stato un momento di crescita, liberatorio e rasserenante imparare a conoscermi di nuovo, con i miei tempi, seduta dopo seduta, un’epifania alla volta. Non ho imparato a trovare tutte le risposte, quanto piuttosto a pormi le domande giuste.

Quindi, se li conosci, li eviti davvero? Poco importa, perché conoscendo me stessa, il mio valore ed i miei limiti, essendo consapevole del mio mondo interiore, inaspettatamente ciò che mi circonda ha avuto un impatto diverso su di me e gli uomini sbagliati che in passato hanno compromesso me stessa, condizionando la mia vita, oramai non sono che un lontano ricordo.

C., Donna – 30 anni

Approfondisci

1 Commento. Nuovo commento

  • L’esperto risponde
    Vittoria Vigo
    Psicologo/Psicoterapeuta
    17/06/2021 17:11

    Cara Wonderwoman,

    quello che più colpisce della tua storia è la lucidità e l’accuratezza con cui descrivi le diverse categorie di uomini con cui hai avuto a che fare.

    C’è una grande saggezza ed una forte razionalità che caratterizza l’inizio della tua storia.

    Purtroppo però le relazioni, in particolare quelle d’amore, non hanno molto a che fare con la nostra parte razionale, anzi. Perché come affermi anche tu “se li conosci, li eviti”, ma questo non accadeva quasi mai.

    La tua storia mi ricorda la frase di un film/libro che spesso mi ritrovo a citare anche alle mie pazienti: “Accettiamo l’amore che pensiamo di meritare”. Credo che sia quello che è successo anche a te, dopo l’ennesima delusione amorosa, che questa volta ti aveva portato ad accettare addirittura una relazione violenta, ti sei resa conto che l’unica costante in tutte le tue relazioni sbagliate eri tu. Ed anche che eri l’unico elemento su cui potevi agire, questa volta non più da sola e così hai finalmente chiesto aiuto.

    Come sottolinei anche tu, la psicoterapia è un percorso lungo, lento e faticoso che passa soprattutto attraverso la presa di coscienza del nostro mondo interiore.

    È un percorso che ci aiuta non ad avere le risposte, poiché gli psicologi non sono maghi come molti invece pensano, quanto piuttosto a porsi le domande giuste, quelle che ci permettono di conoscerci più a fondo e ci aiutano a raggiungere la consapevolezza del nostro Io, possibile solo nel momento in cui iniziamo a dare valore a noi stessi.

Devi essere connesso per inviare un commento.
Approfondimenti
Menu